So che restai appeso ad un albero sterzato dal vento per nove notti intere, ferito da una lancia e consacrato agli dei offerto da me stesso a me stesso. I più sapienti non sanno dove nascono le radici di quest'albero. Non mi confortano con il pane, nè mi porsero il corno del bere. Guardai verso il basso, afferrai le rune, gridando le afferrai; caddi dall'albero. Appresi nove canti di potere dal figlio famoso di baldur, padre di Bestla, ed ebbi un sorso del prezioso idromele misto con magico odrerir. Poi diventai dotto, sapiente, crebbi prosperai: parola da parola mi diedero parole; azione da azione mi diedero azioni.
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